Il governo è l’economia reale continuano ad essere sintonizzati su due frequenze differenti. Malgrado le stime errate fatte sull’anno in corso (solo qualche settimana fa Palazzo Chigi ha accettato l’idea che il pil scenderà dell’1,8%), Fabrizio Saccomanni continua a credere (o a farci credere) nel grande recupero, con il pil in deciso rialzo dell’1,1% nel 2014 e vicino al 2% nel 2015. «Dopo una crisi grave e prolungata gli ultimi dati congiunturali segnalano che l’attività economica si sta stabilizzando e che il paese si sta avviando verso una graduale ripresa», ha detto il ministro dell’Economia durante un intervento alla Scuola di polizia tributaria della Guardia di Finanza ad Ostia. Un dato, quello citato dall’ex dg di Bankitalia per il prossimo anno, che è stato già smentito la scorsa settimana da Istat e Commissione Ue (che prevedono 0,7%), ma che, soprattutto, non trova alcun riscontro nel tessuto produttivo del Paese.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
martedì 12 novembre 2013
Saccomanni prende un altro vaffa
Niente tasse sotto i 12mila euro. Fassina contro: aiuta i ricchi
C’è un parlamentare a Berlino. Anzi ce ne sono due, Anna Cinzia Bonfrisco e Gian Carlo Sangalli. La prima è del Pdl, il secondo del Pd. Ma per una volta sono entrambi d’accordo nel tagliare le tasse. Portano la loro firma, infatti, due emendamenti, a cui si aggiunge anche quello del senatore Remigio Ceroni, sempre del Pdl, che prevedono l’estensione della no-tax area (attualmente a 8mila euro per i dipendenti e 7.500 per i pensionati) ai redditi sotto i 12mila euro. In pratica, dal primo gennaio 2014 tutti i contribuenti italiani inizierebbero a pagare l’Irpef solo a partire da quella soglia. Un salvavita per le classi meno abbienti, una boccata d’ossigeno per il ceto medio.
Il Pd boccia il Pdl sulla vendita delle spiagge. Ma la proposta era del governo (e del Pd)
La vendita delle spiagge per fare cassa, proposta dal Pdl con un emendamento alla legge di stabilità, «non è nell’interesse del paese». E non è neanche «in linea» col programma del governo, spiega il viceministro all’Economia (del Pd), Stefano Fassina. Per il presidente della commissione Bilancio (del Pd), Francesco Boccia, «la vendita delle spiagge non è oggetto di mediazione tra la maggioranza, anche perché ricorda l’affare tentato da Totò con la vendita di Fontana di Trevi oppure la proposta della Lega di vendere le Dolomiti». Peccato che la bislacca proposta del Pdl arrivi direttamente da Via XX Settembre. L’idea di «sdemanializzare» il tratto di spiaggia dove si trovano le infrastrutture degli stabilimenti e venderlo in prelazione ai gestori era stata avanzata lo scorso settembre dal sottosegretario all’Economia (del Pd) Pier Paolo Baretta ad un tavolo ministeriale con le categorie, il direttore del Demanio, Stefano Scalera, e parlamentari di tutti i partiti. «Se questa è la serietà del governo», dice l’on del Pdl, Ignazio Abrignani, che era presente, «allora ha ragione Berlusconi, meglio stare all’opposizione».
© Libero
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giovedì 7 novembre 2013
Alfano azzera Saccomanni: «L'Imu non si deve pagare»
L’Imu torna. Anzi no, salta. Mentre i tecnici del Tesoro sono ancora alle prese con numeri e tabelle per tirare fuori dal cilindro le risorse necessarie e i commercialisti lanciano l’allarme per le scadenze troppo ravvicinate, sulla seconda rata dell’imposta municipale sulla casa esplode pure il caso politico. Il continuo balbettio di molti esponenti di governo, culminato martedì con il «non sarà facile evitarla, ma si può fare» pronunciato dallo stesso ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, è stato interrotto ieri dal perentorio intervento di Angelino Alfano. «La seconda rata non si pagherà. È un impegno assunto con il Parlamento e con gli italiani ed è un impegno che sarà mantenuto, che dovrà essere mantenuto».
Finmeccanica va. Ansaldo Breda nel baratro
Finmeccanica tiene nei comparti core dell’aerospazio e della difesa, ma «il perdurare della grave crisi di Ansaldo Breda» zavorra i conti del gruppo, che non riuscirà «a raggiungere gli obiettivi di redditività attesi per il 2013». I risultati dei primi 9 mesi approvati ieri dal cda di Piazza Montegrappa fotografano in maniera netta le difficoltà con cui si sta confrontando la nuova gestione Pansa-De Gennaro.
mercoledì 6 novembre 2013
Il primo bilancio di Marino è con il trucco. E dal 2014 a Roma l'Irpef sforerà il massimo
Il trucco c’è. E si vede. Nella notte tra lunedì e martedì la giunta del comune di Roma ha approvato il bilancio di previsione per il 2013. Un documento contabile da oltre 6,5 miliardi di euro che Ignazio Marino ha sbandierato come una manovra zero tasse. «È stato un ottimo risultato», ha festeggiato il sindaco, «siamo riusciti, utilizzando rigore, severità, revisione di tutti i conti a chiudere il bilancio senza innalzare tasse in nessun settore, né Imu né Irpef né tassa di soggiorno e occupazione di suolo pubblico così come avevamo promesso da mesi». Non solo, «nonostante la difficile situazione contabile ereditata», spiegano ancora dal Campidoglio, «vengono rafforzate le voci di spesa che riguardano la promozione dei servizi sociali, i servizi educativi e scolastici nonché la manutenzione urbana». Nel dettaglio, rispetto allo scorso anno crescono di 43,6 milioni i fondi destinati alle infrastrutture e alla manutenzione, di 12,8 quelli per le scuole, di 9,5 milioni le risorse destinate a servizi sociali e la salute. In tutto 65,9 milioni.
Scaroni insiste sullo shale gas: «Non possiamo farne a meno»
Mentre in Italia continuiamo a credere alle favole pseudoscientifiche dei terremoti provocati dalle trivelle o a preoccuparci per le possibili, ma tutte da dimostrare, conseguenze sull’effetto serra, gli Stati Uniti (e presto anche la Gran Bretagna) continuano ad estrarre tonnellate di gas a basso costo, condannandoci alla schiavitù energetica.
martedì 5 novembre 2013
Non si sa chi salverà Alitalia. Di sicuro ci sarà cassaintegrazione
Alitalia dovrà stringere la cinghia. Noi pure. Mentre continuano ad accavallarsi le indiscrezioni e le smentite sui numeri del nuovo piano lacrime e sangue per rimettere in sesto la compagnia un elemento inizia ad emergere con discreta chiarezza: l’intervento dello Stato, e quindi dei contribuenti, non si limiterà alla fiche da 75 milioni messa sul piatto dalla controllata del Tesoro Poste Italiane. Ad annunciarlo, senza troppi fronzoli, è stato ieri il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato. «In caso di esuberi nella partita Alitalia saranno messi in campo una serie di meccanismi e di ammortizzatori sociali», ha spiegato, aggiungendo che «non è mai capitato che una grande impresa chiuda un pezzo della sua attività senza che ci sia un aiuto anche da parte dello Stato in modo tale da non creare drammi sociali».
Per uno 0,4% Saccomanni attacca pure l'Istat
«Abbiamo opinioni leggermente diverse». Come spesso accade ai tecnici, quando viene contraddetto sui numeri il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, diventa spigoloso e puntuto. Soprattutto se a farlo sono i suoi ex colleghi economisti. Era già capitato lo scorso maggio con l’Ocse, che si era permesso di abbassare le stime sul pil del 2013 dal -1 al -1,5% (poi portate a -1,8%) alla vigilia della chiusura delle procedura d’infrazione per deficit a carico dell’Italia. «Le stime Ocse», ebbe a dire l’ex dg di Bankitalia nel corso di un’audizione in Parlamento sul Def, «non hanno molta rilevanza». La stizza del ministro si è ripresentata a luglio. Nel mirino, questa volta, le valutazioni di S&P che hanno portato al declassamento dell’Italia. Una decisione, disse Saccomanni, «non adeguatamente sostenuta da analisi condivise» che appare anzi «basata sull’estrapolazione meccanica di dati e della situazione del passato, con minima o nulla considerazione per le misure già prese o in corso di attuazione».
venerdì 1 novembre 2013
Marino prepara la supertassa sulla casa
Brutte notizie per i romani. In attesa della più volte annunciata riforma del catasto il fisco ha fatto da sé. Sfruttando una norma della Finanziaria 2005 l’Agenzia delle entrate (nella quale è confluita l’Agenzia del territorio) ha rivisto al rialzo le rendite di 175mila immobili in 17 microzone. Tra quartieri colpiti il Centro storico, Borgo Pio, Flaminio, Testaccio, San Saba, Delle Vittorie, Parioli, Salario, Esquilino, Trionfale Appia Antica e Gianicolo. Si tratta di zone definite anomale, dove il valore catastale è spesso molto inferiore a quello di mercato.
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