I conti non tornano. E il voto sfuma, ad un passo dal traguardo. Doveva arrivare oggi nell’aula della Camera, la riforma dell’università messa a punto da Maria Stella Gelmini. Ma all’ultimo momento un attacco congiunto di Ragioneria generale dello Stato e ministero del Tesoro ha sollevato dubbi che rischiano di aprire l’ennesimo braccio di ferro nella maggioranza e con l’opposizione. Il nodo è quello dello coperture del provvedimento, bocciate in vari punti dalla relazione della Ragioneria e da quella di Via XX Settembre. In particolare, l’emendamento che potrebbe determinare «effetti finanziari negativi tali da pregiudicare la stabilità dei conti di finanza pubblica» riguarda il piano di sei anni di concorsi per 9mila ricercatori universitari. Una norma che Fli considera, però, «dirimente». «Il governo», ha spiegato Chiara Moroni, «deve trovare la copertura, semmai rinviando l’esame del provvedimento».
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
giovedì 14 ottobre 2010
La riforma Gelmini cerca soldi. Braccio di ferro nella maggioranza
mercoledì 13 ottobre 2010
Ancora attacchi contro la Cisl. Scritte sui muri e lancio di uova a Terni e Teramo
Altri attacchi, altre aggressioni. Con la Uil che finisce per la prima volta nel mirino e la Cisl che continua ad essere bersagliata. Una violenza ormai quotidiana, quella messa in scena dalla sinistra antagonista e dall’ala massimalista del sindacato rosso. Sono molti gli episodi di ieri. A Terni nuove scritte ingiuriose e ancora uova contro e davanti (in un pacchetto con su scritto «fate schifo, tiratevele») le sedi locali di Cisl e Uil. Altre scritte di insulti sono comparse nella notte a Teramo, sempre sui muri e sulle finestre di in una sede della Cisl. «Squadracce che si muovono con uno stile da fascisti», ha commentato a caldo il segretario, Raffaele Bonanni, aggiungendo che «il colore di cui vogliono tingersi è rosso, ma la simbologia dell’iniziativa è tutta fascista».
Telecom da sola sulla banda larga
Avanti col progetto della banda larga per arrivare a metà della popolazione nel 2018. Il presidente di Telecom, Gabriele Galateri, ha ribadito l’impegno della società, sottolineando, però, che la collaborazione con gli operatori alternativi potrà avvenire solo nelle città più piccole. Nelle grandi, «intendiamo operare in maniera diretta come Telecom». A scaldare un altro po’ il clima ci ha pensato ieri l’esperto di tlc, Franco Morganti, che ha lanciato l’allarme sugli aumenti unbundling decisi dall’authority, spiegando che potrebbero invertire il trend di diminuzione delle tariffe per l’utenza in atto da 15 anni.
© Libero
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Profuma di nucleare lo sbarco di Gdf nel salotto buono di Confindustria
Gdf Suez entra nel salotto buono di Confindustria. Profuma molto di nucleare la decisione presa dal colosso francese di sbarcare in Anigas, l’associazione di Viale dell’Astronomia che vede tra gli iscritti anche Enel ed Eni. Fino ad ora le due società di Gdf attive nella vendita e distribuzione di gas, Italcogim Energie e Italcogim Reti erano in Assogas, che raccoglie le Pmi del settore. In uno scenario di mercato in rapida evoluzione, rileva il gruppo, «le prospettive strategiche e le priorità di sviluppo di Gdf Suez in Italia hanno motivato l’adesione ad Anigas, in quanto principale associazione industriale del gas che, rappresentando oltre il 50% del mercato italiano e i maggiori operatori, è certamente un punto di riferimento». Non bisogna dimenticare che in Anigas c’è anche E.On. È proprio in tandem con la società tedesca che i francesi si sono candidati per la formazione di un secondo consorzio (oltre a quello Enel-Edf) per la realizzazione delle centrali nucleari in Italia. Un dossier, quello dell’atomo, la cui strategicità per l’interesse nazionale impone alle aziende che saranno della partita un profondo radicamento nel nostro Paese. A partire, chiaramente, dalle strutture associative.
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Anche il Dow Jones premia l’innovazione di Finmeccanica
Circa 35mila dipendenti su 73mila impegnati nel settore dell’innovazione (+10% rispetto al 2008). Quasi 2 miliardi di euro investiti in attività di ricerca e sviluppo (+10% sul 2008). Balzo del 36% del portafoglio brevetti rispetto all’anno precedente. Dodici milioni investiti nel miglioramento delle performance ambientali degli impianti. Trentaquattro milioni in salute e sicurezza. Riduzione tra il 2006 e il 2009 delle emissioni di Co2 per 12.000 tonnellate, programmi per il risparmio energetico (23GWh di elettricità e 1.600.000 metri cubi di gas risparmiati solo nel 2009) che hanno consentito di diminuire del 12% i consumi, sistemi innovativi per la cattura dei gas nocivi e impegno sull’utilizzo delle fonti rinnovabili. E ancora progetti di solidarietà in Abruzzo, in Camerun, in Congo e in Nigeria.
martedì 12 ottobre 2010
L’industria italiana tallona Berlino
Per stappare lo champagne c’è tempo. La ripresa non è dietro l’angolo. E il percorso è tutt’altro che agevole. Il fronte dei catastrofisti, però, è stato costretto nelle ultime settimane ad ingoiare un po’ di bocconi amari. L’ultimo della serie, il più indigesto, è arrivato ieri dall’Istat, che ad agosto ha certificato il balzo più consistente della produzione industriale dal dicembre del 1997. Un dato che si va ad aggiungere alla ripresina in atto dei consumi (+0,6% nel secondo trimestre) e del reddito delle famiglie (+0,9% sempre nel secondo trimestre). Ma anche ai segnali positivi arrivati dalle imprese, che da aprile a giugno hanno visto aumentare i profitti dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti e del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2009.
domenica 10 ottobre 2010
Tremonti nella tana del lupo: «I bankers sono tornati»
A sentire Giulio Tremonti che l’Italia ha resistito alla crisi meglio degli altri lo hanno capito più gli americani che i “soloni” di casa nostra. Da qui a pensare che il ministro dell’Economia sia volato Oltreoceano per uno scambio di cortesie, ce ne passa. Non è nel suo stile. Anzi, per lanciare i suoi strali contro la speculazione che si riaffaccia e i bonus dei banchieri sempre più alti, Tremonti ha aspettato di trovarsi nella tana del lupo, ossia in quella 19ma strada di Washington DC dove si affacciano, uno di fronte all’altra, il Fondo monetario internazionale e la Banca Mondiale.
«Dieci, cento, mille Pomigliano». Urlo liberatorio contro la Cgil
Certo, ci sono le richieste sul fisco, le proposte per lo sviluppo e il pressing sulle politiche sociali, ma la manifestazione di ieri sarà ricordata soprattutto per la spallata al vecchio sistema sindacale. Quello della triplice, per intenderci. Già, perché al di là della folla, dei comizi e degli slogan, la cosa che si è notata di più ieri per le strade di Roma è stata l’assenza delle solite bandiere rosse. È la prima volta. Cisl e Uil hanno portato centinaia di migliaia di lavoratori in piazza. E la Cgil è rimasta alla finestra. Per carità, nessuno punta il dito sui sindacalisti di Corso d’Italia. I nostri avversari, ci tengono a sottolineare gli organizzatori, «sono gli evasori» e la manifestazione non è “contro” qualcuno, ma “per” rilanciare l’azione di governo sulle politiche fiscali e su quelle per la crescita. Difficile, però, dimenticare quello che è successo nelle scorse settimane. Il clima di intolleranza, le tensioni sulla Fiat e sul contratto dei metalmeccanici, le aggressioni fisiche contro la Cisl, i proclami battaglieri della Fiom-Cgil.
venerdì 8 ottobre 2010
Londra impone l'apertura della banda larga. Catricalà denuncia l'impasse in Italia
Anche in Gran Bretagna si discute molto di fibra ottica. Ma il livello delle chiacchiere sembra di gran lunga inferiore a quello dei fatti concreti. Mentre in Italia si dibatte, e si litiga, da mesi sui progetti, sulle tecnologie e sul ruolo degli operatori, a Londra hanno preso il toro per le corna senza troppe cerimonie. Nell’arco di qualche mese (dal marzo scorso), dopo avere annunciato l’iniziativa e dopo aver messo in consultazione le proposte, Ofcom (l’equivalente della nostra Authority per le Tlc) è andata al cuore del problema imponendo all’ex monopolista BritishTelecom di concedere l’accesso alla rete in fibra agli operatori alternativi.
giovedì 7 ottobre 2010
Atomo al via con Usa e Francia
Agenzia per la sicurezza, definizione delle tecnologie, formazione dei consorzi e atto di indirizzo sulla strategia del governo. È questo il pacchetto di interventi che lo Sviluppo economico conta di portare a casa entro la fine dell’anno per dare un colpo di acceleratore alla pratica nucleare. Il tema è stato al centro dei numerosi incontri tecnici che il neoministro Paolo Romani ha tenuto negli ultimi giorni per riannodare i fili del dialogo con le categorie e le imprese dopo il lungo interim di Silvio Berlusconi. L’esigenza di ripartire al più presto è stata manifestata martedì da Emma Marcegaglia, ma soprattutto ieri dall’ad dell’Enel Fulvio Conti, che sul nucleare ha già firmato un’intesa con i francesi di Edf ed Areva per la costruzione delle prime quattro centrali ed è pronto ad investire qualcosa come 9 miliardi di euro.
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