martedì 10 gennaio 2012

Profumo è costato 19,5 miliardi ai soci Unicredit

«Non ci aspettavamo un calo del titolo in Borsa di questa entità, che va al di là della flessione fisiologica attesa, dovuto a fattori tecnici e a fattori di carattere più generale. Ma questo non tocca la bontà dell'operazione». L'ad tenta di limitare i danni e di rassicurare gli investitori, ma la sostanza è che dopo quattro giorni di passione anche Federico Ghizzoni, alla fine, è stato costretto ad ammettere che il crollo delle azioni Unicredit è devastante.

sabato 7 gennaio 2012

Capri, Versilia e Portofino. Gli ispettori del fisco scaldano i muscoli

Forse Attilio Befera è veramente convinto di fare del bene al turismo. Fatto sta che dopo il clamoroso blitz di Cortina, sembra che l’Agenzia delle Entrate non voglia affatto rinunciare ad altre vacanze. Nel mirino ci sono località di mare, come Capri e la Versilia, ma anche città d’arte, comunità montane, altri luoghi di villeggiatura. Nella caccia all’evasore vip tutto lo stivale, da Nord a Sud, sarà passato al setaccio. «Ci dobbiamo aspettare ulteriori attività di questo genere», ha detto chiaramente il direttore dell’Accertamento all’Agenzia delle Entrate, Luigi Magistro, spiegando anche che «non ci sarà bisogno di aspettare quest’estate» visto che «la stagione invernale è ancora lunga». Insomma, se andate a fare la settimana bianca insieme a sci e scarponi mettete in valigia anche la dichiarazione dei redditi e un bell’estratto conto storico dei movimenti bancari degli ultimi anni, non si sa mai.

Befera è Mr Fisco da 17 anni, ma l'evasione non cala

A sentire Attilio Befera ogni anno è da record. Gli annunci trionfalistici degli incassi dalla lotta all’evasione si susseguono con meticolosa periodicità (solitamente c’è una stima tra ottobre novembre, il dato consolidato nei primi mesi dell’anno e un andamento diffuso prima dell’estate) dalla seconda metà del 2008, quando il superispettore del fisco è approdato alla guida dell’Agenzia delle Entrate. Erano 6,9 miliardi nel suo primo anno da direttore, sono diventati 9,1 nel 2009, 10 nel 2010. Per il 2011 si prevede l’ennesimo record con 11 miliardi e le stime per quest’anno arriverebbero addirittura (merito del redditometro, secondo Befera) a 13 miliardi.

venerdì 6 gennaio 2012

Befera va in tv a rifarsi lo spot. Ma non dice quanto ha recuperato a Cortina

All’Agenzia delle Entrate non ci stanno a liquidare il blitz degli ispettori a Cortina come un’operazione mediatica. «Noi non partiamo mai con l’intenzione di sollevare alcun polverone», dice a Radio 24 il direttore dell’Accertamento, Luigi Magistro, «abbiamo una strategia che si muove costantemente alla ricerca delle situazioni di evasione nei vari comparti. Abbiamo fatto molti altri di interventi di questo genere». E, aggiunge, «ce ne dobbiamo aspettare ulteriori, la stagione invernale è ancora lunga».

Unicredit si mangia mezzo aumento. Ma alle altre banche potrebbe andare peggio

Circa 3,5 miliardi in fumo in sole due sedute. L’ampia e rassicurante (forse troppo) intervista dell’ad Corrado Ghizzoni al Sole 24 Ore non è servita a molto. Al mercato l’aumento di capitale di Unicredit continua a piacere pochissimo. Dopo il crollo di mercoledì del 14,45% (bruciati quasi 2 miliardi di euro), ieri per la banca di Piazza Cordusio è arrivata un’altra bastonata. Al termine di una giornata fatta più che altro di sospensioni per eccesso di ribasso, il titolo ha chiuso con un calo addirittura del 17,2% (altri 1,5 miliardi persi). Una percentuale che riporta il titolo ai livelli del settembre 1992, a 4,48 euro, e che ha fatto scattare anche l’allarme in Consob, dove stanno verificando se nelle sale operative di Piazza Affari qualcuno si sia fatto beffe della disciplina sulle vendite allo scoperto.

giovedì 5 gennaio 2012

Sui mutui la banca ci frega due volte

La questione non è più quanto, ma fino a quando. Anche ieri si è registrato l’ennesimo record di depositi overnight (ad un giorno, con tasso dello 0,25%) presso la Bce. Le banche europee hanno parcheggiato nelle casse dell’Eurotower 453,2 miliardi. Il giorno prima erano 446, mentre il 27 dicembre (record precedente) erano 452. La storia va avanti da quando sugli istituti di credito del Vecchio continente sono piovuti i 489 miliardi di liquidità con il maxi prestito a 3 anni (con tasso all’1%) della Banca centrale. Un bottino che invece di essere riversato nell’economia reale, con la ripartenza dei finanziamenti a imprese e famiglie, o nel sostegno ai debiti sovrani, con l’acquisto di titoli di Stato, viene quotidianamente ridepositato nei forzieri della Bce o, tutt’al più utilizzato per l’acquisto di strumenti di debito a breve termine, come è accaduto con l’asta dei Bot semestrali della scorsa settimana, che ha fatto il pieno di richieste.

Resistenze allo sportello per prelevare mille euro

Volete avere un po’ di soldi in tasca per qualche spesa imprevista? Pensateci due volte, perché l’operazione potrebbe non essere così semplice. Intanto, ci sono le nuove norme sull’accesso automatico del fisco ai dati relativi a tutti i movimenti bancari dei conti correnti. A questo, che si concretizza in un flusso di informazioni inviato periodicamente dagli intermediari finanziari all’Agenzia delle Entrate si aggiungono le segnalazioni specifiche che scattano, in base ai regolamenti interni di ciscuna banca e, a volte, di ciascuna filiale, sopra un determinato tetto di prelievo. Qualsiasi cifra, sulla base delle nuove norme per la tracciabilità del contante, dovrà poi essere giustificata. In altre parole, se volete utilizzare i quattrini per comprare una bambola gonfiabile o per frequentare qualche signora (o signore) a pagamento, dovrete scrivere che servono per comprare i libri di scuola a vostro figlio.

mercoledì 4 gennaio 2012

Negozi sempre aperti? Le Regioni dicono no

Cos’hanno in comune Renata Polverini, Enrico Rossi, Roberto Cota e Luca Zaia? Sono tutti autorevoli presidenti di Regione e tutti fieramente contrari alle liberalizzazioni. Siano pure quelle poche briciole rimaste qua e là tra le mille tasse della manovra Monti, come le aperture dei negozi. Dopo aver subito i blitz dei farmacisti, quelle dei tassisti ed, infine, quelle degli esercenti, il famigerato articolo 31 del salva Italia, in cui si tentava timidamente di togliere un po’ di vincoli e paletti all’esercizio della libera concorrenza, finisce ora anche sotto il fuoco, ben più potente, dei governatori. Il che significa ricorsi alla Corte Costituzionale, congelamento delle norme e rinvio del tutto a data da destinarsi.

Omsa delocalizza per vivere. Di Pietro organizza il boicottaggio

Curioso Paese l’Italia, dove un giorno ci si commuove e ci si indigna per l’imprenditore che preferisce togliersi la vita pur di non licenziare i suoi dipendenti e il giorno dopo, senza alcun problema, ci si scaglia con ferocia contro chi i dipendenti li licenzia e ha ancora il coraggio di uscire di casa. Eppure, non è difficile capire che si tratta della stessa crisi, dello stesso fisco e dello stesso costo del lavoro che stanno strozzando le piccole imprese e azzoppando quelle più grandi. Non è difficile capire che se i conti non tornano o si taglia (per tempo) o si va tutti a gambe all’aria.

lunedì 2 gennaio 2012

Con il nuovo prelievo del 6% la pressione fiscale sui giochi sfiora il 50%

Non bastavano i miliardi (9,2 nel 2011) che lo Stato già incassa con i giochi. Dopo aver fatto grattare agli italiani qualsiasi tipo di bigliettino, averli illusi con premi milionari, stipendi gratis per 20 anni e robusti vitalizi, ora l’erario vuole far quattrini anche sulle vincite. Il giochino è sempre lo stesso: con la scusa di colpire i super ricchi, che di colpo si ritrovano con diverse decine di milioni di euro in tasca, si bastonano tutti, visto che il prelievo del 6% è scattato su tutti i premi superiori a 500 euro, una somma che ormai basta appena per fare qualche pieno di benzina.