Più tasse, meno apparecchi. Alla fine, quando il governo decide di intervenire sui giochi sempre lì va a parare. Sull’unico settore caratterizzato da una filiera di 5mila piccole e medie imprese, con un indotto occupazionale di circa 300mila lavoratori e 85mila esercizi coinvolti. Dopo l’incremento del prelievo erariale, che ha portato la tassazione reale dal 61 al 66% (rispetto al 20% dei giochi on line e di quelli sportivi), le Awp, le slot dove si può giocare al massimo un euro, il governo vuole inserire nella manovrina pure la sforbiciata degli apparecchi. «Siamo in perfetta sintonia con la riduzione», spiega Raffaele Curcio, presidente di Sapar, l’associazione che riunisce 1.700 imprese, «anche per noi c’è una sovraesposizione. Il problema è il metodo con cui si fanno questi tagli. Se l’obiettivo è la tutela delle persone e il contrasto alle patologie, la riduzione deve riguardare tutte le tipologie di gioco. È assurdo andare ad incidere su un’unica categoria».
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
Visualizzazione post con etichetta giochi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giochi. Mostra tutti i post
mercoledì 24 maggio 2017
lunedì 2 gennaio 2012
Con il nuovo prelievo del 6% la pressione fiscale sui giochi sfiora il 50%
Non bastavano i miliardi (9,2 nel 2011) che lo Stato già incassa con i giochi. Dopo aver fatto grattare agli italiani qualsiasi tipo di bigliettino, averli illusi con premi milionari, stipendi gratis per 20 anni e robusti vitalizi, ora l’erario vuole far quattrini anche sulle vincite. Il giochino è sempre lo stesso: con la scusa di colpire i super ricchi, che di colpo si ritrovano con diverse decine di milioni di euro in tasca, si bastonano tutti, visto che il prelievo del 6% è scattato su tutti i premi superiori a 500 euro, una somma che ormai basta appena per fare qualche pieno di benzina.
Iscriviti a:
Post (Atom)