martedì 6 maggio 2014

De Benedetti insulta il Vaticano: una fogna

Il filo logico è sottile al punto da diventare in alcuni passaggi impalpabile, ma le parole sono pesanti come macigni. Dalla politica alla religione, fino alla giustizia. Parlando con Giovanni Minoli al Festival della tv e dei nuovi media la scorsa settimana e ieri a Radio 24 Carlo De Benedetti non ha davvero risparmiato le bordate. Colpi assestati in ogni direzione, senza uno schema apparentemente preordinato. L’affondo più clamoroso è quello verso la Santa Sede.

Dal pil di quest'anno "spariscono" 3 miliardi

I consumi ripartono, ma di poco, mentre la crescita si conferma debole e lenta. A prima vista il quadro tracciato ieri dall’Istat non si presenta drammatico, anzi. Dopo tre anni di caduta, secondo l’Istituto nazionale di statistica, il 2014 vedrebbe di nuovo crescere la spesa delle famiglie. Segnando, quindi, un fondamentale giro di boa che si attendeva da tempo. La realtà, però, è che gli esperti dell’Istat hanno fotografato una situazione ancora profondamente segnata dai colpi della crisi e dal cattivo andamento dell’economia. Uno scenario che appare per nulla modificato dall’azione, seppur spumeggiante, del nuovo governo guidato da Matteo Renzi.

domenica 4 maggio 2014

Ben Affleck cacciato dal casinò: il cervello non si può spegnere

Come dice Tom Cruise a Charlie in Rain Man «i casinò hanno una regola: non amano perdere». A farne le spese, questa volta, è stato Ben Affleck, cacciato in malo modo dall’Hard Rock di Los Angeles. La stragrande maggioranza dei mezzi di informazione riporta la notizia spiegando che il noto attore di Hollywood è stato «beccato a barare» al tavolo del blackjack. Cosa avrà mai fatto il buon Affleck per farsi sbattere fuori ? Il pensiero corre subito ai classici trucchi da prestigiatore: assi nella manica, carte segnate, manipolazione delle fiches.

Esuberi Alitalia e tasse di Marino, due trappole elettorali per il Pd

A poche settimane dalle elezioni europee a smorzare la carica propulsiva degli 80 euro di bonus distribuiti da Matteo Renzi con tempismo perfetto ci pensano, con altrettanto, se non migliore tempismo, gli amici dello stesso premier. Il colpo da maestro è senz’altro quello del sindaco di Roma, renziano della prima ora, che già ha abituato i cittadini della Capitale a performance di altissimo livello (basti pensare che ci sono ancora strade cantierizzate per i danni dell’alluvione di tre mesi fa). Non contento dei continui disagi che i romani devono subire sul fronte del trasporto pubblico e di quello privato, Ignazio Marino ha pensato bene di aggiungere sul piatto una stangata di quelle che non si vedevano da tempo.

giovedì 1 maggio 2014

Senza l'ok della Triplice non puoi guidare il camion

Senza il consenso di Cgil, Cisl e Uil non si possono avere rappresentanti nell’albo di categoria. È questo il clamoroso esito del carteggio tra Transfrigoroute Italia Assotir e il ministero dei Trasporti. L’associazione, che rappresenta un migliaio di imprese,  dopo aver siglato un contratto collettivo  con il sindacato autonomo Fast/Confsal, come previsto dalla legge, nelle scorse settimane ha chiesto di poter entrare nel direttivo dell’Albo dell’autotrasporto. Normale amministrazione? Tutt’altra l’opinione del ministero, secondo cui Assotir non solo avrebbe firmato il contratto fuori tempo (in realtà entro i termini previsti per la domanda), ma soprattutto avrebbe firmato quello sbagliato, perdendo così il diritto a far parte dell’organismo. Il Ccln giusto, secondo i tecnici governativi, era quello del 2005, guarda caso siglato solo dalle tre confederazioni.  «La decisione di considerare come unica fonte di legittimazione il contratto del 2005», si legge in un’interrogazione parlamentare di Deborah Bergamini (FI), «determina un veto assoluto» di Cgil, Cisl e Uil, «nel decidere quali associazioni lo Stato debba riconoscere come rappresentanti delle imprese».

© Libero

Come sopravvivere alle imboscate del fisco

Sfuggire al fisco, come abbiamo visto nei giorni scorsi, è assai difficile. Soprattutto per chi le tasse cerca di pagarle, facendo i dovuti conti con i morsi della crisi e la giungla di adempimenti a cui la legislazione italiana sottopone tutti i contribuenti. L’inchiesta di Libero partita con le confessioni del finanziere delle Fiamme Gialle sulle direttive imposte a funzionari e pubblici ufficiali incaricati degli accertamenti ha dimostrato che lo stato di polizia fiscale in vigore nel nostro Paese prescinde spesso dalla volontà di combattere l’evasione, ma risponde più all’obiettivo di raggiungere soglie di incasso predefinite a tavolino. Detto questo, però, conoscere le norme può aiutare a cavarsela. E, in alcuni casi, anche a risparmiare qualcosa. Nei prossimi mesi il lavoro dei contribuenti per ottemperare alle disposizioni di legge sarà duro e intenso. Da qui alla metà di giugno imprese e famiglie dovranno versare nelle casse di Stato e comuni qualcosa come 33 miliardi di euro.

giovedì 24 aprile 2014

Mistero sul bonus di Renzi. Il decreto ancora non c'è

«Se non è la tela di Penelope», ha ironizzato Renato Brunetta, «poco ci manca». In effetti, anche ieri, malgrado le agenzie dessero per imminente la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il testo del decreto sul bonus da 80 euro non è arrivato. Eppure, c’è chi assicura che il dl sia stato ultimato, impacchettato e spedito al Quirinale. Cosa è successo sul Colle per spingere il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a ritardare l’ufficializzazione degli interventi messi a punto dal governo? La versione più diffusa che circola, forse messa in giro ad arte dalle solite «fonti» di Palazzo Chigi, è che ci sia stato solo un problema di tempi. Un disguido tecnico, insomma, che avrebbe costretto i funzionari a rinviare ad oggi la pubblicazione in Gazzetta.


mercoledì 23 aprile 2014

Alle imprese solo sberle, bonus Irap più che dimezzato

I lavoratori, se tutto va bene, vedranno il loro bonus da 80 euro già nella busta paga di maggio. Tutt’altra la musica per le imprese, che non solo sono state chiamate a coprire parte dei costi del provvedimento attraverso una serie di trappole fiscali, ma per avere il beneficio promesso, ovvero il taglio dell’Irap del 10%, dovranno attendere fino alla metà del 2015.

martedì 22 aprile 2014

Il bonus ci costerà 4 miliardi di nuove tasse

Una terrificante tagliola fiscale da oltre 4 miliardi di euro. La mancetta di Matteo Renzi per 10 milioni di lavoratori con redditi compresi tra 8mila e 24mila euro potrebbe costare molto cara agli italiani. A prefigurare uno scenario catastrofico per le tasche di tutti i contribuenti (compresi quelli che gli 80 euro di bonus non li vedranno mai) è stato lo stesso Pier Carlo Padoan.

Falsi sconti alle imprese. Renzi toglie 300 milioni

Settecento milioni dati, un miliardo tolto. Si preannuncia una vera e propria beffa quella architettata da Matteo Renzi ai danni delle imprese. Il decreto Irpef ancora non è approdato in Gazzetta ufficiale e, teoricamente, c’è il tempo per limature, modifiche e aggiustamenti. Se le ultime bozze circolate dovessero essere confermate, però, l’effetto fiscale del provvedimento a carico delle aziende sarà clamoroso, con un saldo finale per il 2014 chesi rivelerà addirittura negativo malgrado i tagli di imposte annunciati.