Il fenomeno è ben conosciuto. Anche e soprattutto da chi continua a mettere tasse su tasse nella speranza che, alla fine, qualcosa resterà. L’aumento dell’aliquota, a lungo andare, fa diminuire il gettito. Non si tratta di complicate equazioni matematiche né della tanto discussa, ma mai effettivamente smentita, curva di Laffer. Stiamo parlando, più semplicemente, di beni di consumo che, a forza di balzelli, nessuno consuma più. Accade puntualmente con le sigarette. E accade anche con la benzina, che non sempre è così indispensabile come si crede. Anzi, tra le ennesime accise caricate da Monti e le continue oscillazioni del prezzo del greggio, molti stanno imparando a farne a meno.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
venerdì 30 marzo 2012
Passera riporta la politica dentro Finmeccanica
Dopo i tanti silenzi degli scorsi mesi, ieri Corrado Passera ha deciso di intervenire a tutto campo su crisi, recessione e prospettive di crescita. Tra le numerose affermazioni del superministro dello Sviluppo, dei Trasporti e delle Comunicazioni, non può passare inosservata la frase dedicata al piano di cessioni annunciato da Finmeccanica: «Sono convinto che ovunque ci sono aziende che possono essere messea posto, bisogna cercare di metterle a posto prima di cercare altri tipi di soluzioni».
giovedì 29 marzo 2012
Alitalia ci costa 300 milioni in più
In apparenza, c'è una doccia gelata per Ryanair e una boccata d'ossigeno per la Cai. In realtà, quella arrivata ieri da Lussemburgo è una bella grana anche per il governo Monti. A fare le spese del verdetto della Corte di Giustizia europea, che ha bocciato il ricorso della compagnia irlandese, infatti, saranno non solo i creditori della vecchia Alitalia, ma anche tutti i contribuenti.
Assalto in Parlamento al salasso Imu
La solita storia. La buona volontà c'è, i soldi no. Le commissioni Bilancio e Finanze del Senato, che stanno esaminando il decreto sulle semplificazioni fiscali, sono ancora alla ricerca di soluzioni sull'Imu. Sono molti gli emendamenti che chiedono deroghe alla nuova imposta sugli immobili, ma «il governo non ci dice le risorse disponibili», riferisce a margine dei lavori a Palazzo Madama Giovanni Legnini del Pd, componente della Commissione Bilancio di Palazzo Madama. «Come gruppo», aggiunge, «abbiamo sollecitato governo e relatori a definire i pareri sugli emendamenti ancora accantonati e a dichiarare la disponibilità a poche significative modifiche, a partire proprio dall'Imu». Le Commissioni stanno dunque procedendo a rilento, accantonando le questioni principali. Secondo quanto riferito, il governo avrebbe rinviato a oggi la risposta su eventuali risorse disponibili per modificare il decreto.
mercoledì 28 marzo 2012
Si rischia un'altra stangata sulla benzina. Ma non è la tassa sulle disgrazie
Nel giorno in cui la verde tocca un nuovo record a 1,98 euro al litro, torna la cosiddetta tassa sulle disgrazie,
ovvero la copertura dei costi sulle calamità naturali attraverso l’aumento delle accise sulla benzina. A prevederlo è un emendamento bipartisan al dl Semplificazioni approvato dalla commissione Affari costituzionali del Senato. L’ennesimo balzello che si va ad aggiungere ad una fiscalità già pesantissima sui carburanti? Il rischio che le tasse sulla benzina aumentino c’è, ma la questione è un po’ più complessa. La norma approvata ieri, infatti, non reintroduce la vecchia tassa sulle disgrazie pensata dall’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, fra l’altro bocciata dalla Consulta. L’emendamento, spiega uno dei firmatari, il senatore del Pdl Filippo Saltamartini, «serve a tamponare un pasticcio normativo che avrebbe permesso di svuotare, con qualunque scusa, il fondo nazionale per le emergenze, oggi di 600 milioni, nella disponibilità della protezione civile». Questa era la situazione uscita dalla Camera. Il Senato, continua Saltamartini, «ha semplicemente riportato il fondo alla sua funzione originaria, prevedendo che il governo possa, non debba, in casi di necessità, utilizzare l’aumento delle accise a livello nazionale per rifinanziare il fondo». Sempre ieri in commissione è stato raggiunto il compromesso sulla contesta norma che liberalizza i servizi di manutenzione della rete tlc. Lunedì un fronte parlamentare bipartisan aveva stoppato il blitz del governo per neutralizzare la norma. Alla fine è sceso in campo lo stesso Monti, che ha dato il via libera ad una soluzione di compromesso votata ieri mattina. Sarà l’authority a decidere, ma dovrà garantire la possibilità per gli operatori alternativi di avvalersi di società terze per i servizi ora affidati in esclusiva a Telecom.
© Libero
ovvero la copertura dei costi sulle calamità naturali attraverso l’aumento delle accise sulla benzina. A prevederlo è un emendamento bipartisan al dl Semplificazioni approvato dalla commissione Affari costituzionali del Senato. L’ennesimo balzello che si va ad aggiungere ad una fiscalità già pesantissima sui carburanti? Il rischio che le tasse sulla benzina aumentino c’è, ma la questione è un po’ più complessa. La norma approvata ieri, infatti, non reintroduce la vecchia tassa sulle disgrazie pensata dall’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, fra l’altro bocciata dalla Consulta. L’emendamento, spiega uno dei firmatari, il senatore del Pdl Filippo Saltamartini, «serve a tamponare un pasticcio normativo che avrebbe permesso di svuotare, con qualunque scusa, il fondo nazionale per le emergenze, oggi di 600 milioni, nella disponibilità della protezione civile». Questa era la situazione uscita dalla Camera. Il Senato, continua Saltamartini, «ha semplicemente riportato il fondo alla sua funzione originaria, prevedendo che il governo possa, non debba, in casi di necessità, utilizzare l’aumento delle accise a livello nazionale per rifinanziare il fondo». Sempre ieri in commissione è stato raggiunto il compromesso sulla contesta norma che liberalizza i servizi di manutenzione della rete tlc. Lunedì un fronte parlamentare bipartisan aveva stoppato il blitz del governo per neutralizzare la norma. Alla fine è sceso in campo lo stesso Monti, che ha dato il via libera ad una soluzione di compromesso votata ieri mattina. Sarà l’authority a decidere, ma dovrà garantire la possibilità per gli operatori alternativi di avvalersi di società terze per i servizi ora affidati in esclusiva a Telecom.
© Libero
Per Finmeccanica l'eredità Guarguaglini pesa 3,2 miliardi
Una bomba da 3,2 miliardi. È questo il costo della massiccia operazione di ristrutturazioni e svalutazioni (646 milioni solo per la statunitense Drs) messa in piedi da Giuseppe Orsi per tagliare i ponti col passato. Difficile capire quanto del macigno, che ha pesato sul bilancio 2011 provocando un rosso di 2,3 miliardi, sia attribuibile a passi falsi della vecchia gestione Guarguaglini e quanto alla bufera economica-finanziaria internazionale.
martedì 27 marzo 2012
Asili, scuole e ospizi. L'Imu stanga i più deboli
Non bastavano gli aumenti fino al tremila per cento. La stangata sulla stragrande maggioranza degli italiani che ha tirato la cinghia e si è indebitata a vita con le banche per acquistare una casa e abitarci. La nuova Imu scaturita dalla penna dei prof al governo che sostituisce e aumenta la vecchia Ici colpirà asili, scuole elementari e medie, centri ricreativi, piscine comunali e persino gli anziani nelle case di riposo.
Finmeccanica si mette a dieta
Una Finmeccanica piccola, ma pulita. La definizione è di Mediobanca, ma piace molto anche alla City di Londra. A prendere in prestito il suggerimento rivolto dalla banca d'affari italiana agli investitori è stato ieri il Financial Times, che alla vigilia della presentazione dei conti ha dedicato un lungo articolo al colosso della difesa e dell'aerospazio. Le previsioni non sono rosee. Giuseppe Orsi ha già terrorizzato il mercato a inizio mese annunciando lo slittamento di due settimane del cda sul bilancio. Oggi, che è venuto il momento della verità (i dati saranno diffusi questo pomeriggio) il rischio è che lo shock sia ancora più forte. Il quotidiano londinese ritiene che il gruppo (che ieri ha perso in Borsa l'1,53%) si presenterà all'appuntamento con una quota di perdite che potrebbe aggirarsi sui 2,3 miliardi di euro, a fronte dei 560 milioni di utile con cui è stato chiuso l'esercizio 2010.
lunedì 26 marzo 2012
Il governo confessa: sappiamo solo aumentare le tasse
Doveva essere un paracadute d'emergenza, è diventata la strada maestra. I mesi passano e la possibilità che l'aumento dell'Iva di due punti percentuali previsto per ottobre riesca ad essere neutralizzato si fa sempre più sottile. Praticamente inesistente. «Dobbiamo vedere, ad oggi l'incremento è previsto. È chiaro che se abbiamo risultanze molto positive, possiamo evitarlo», ha ribadito ieri il viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli. «L'impegno per evitare che succeda riguarda tutti», ha aggiunto il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, «anche se è quasi automatico se non troviamo altre fonti». Di sicuro non potremo contare sulla tanto sbandierata spending review, il progetto intorno a cui ruota l'unica speranza di vedere qualche sforbiciata alla spesa dopo le valanghe di balzelli. «Non penso che possa dare decine di miliardi», ha tagliato corto Grilli.
domenica 25 marzo 2012
Spunta l'ombra del Colle dietro l'emendamento salva-Telecom
Si sarebbe scomodato addirittura il Colle per risolvere il pasticcio del governo sull’emendamento al decreto semplificazioni che liberalizza i servizi di manutenzione sulla rete fissa di Telecom (oggi gestiti in esclusiva dal gruppo). Di ufficiale, ovviamente, non c’è nulla. Non è compito del capo dello Stato mettere il naso nei provvedimenti dell’esecutivo né, tantomeno, nelle modifiche parlamentari.
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