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martedì 6 marzo 2018

I guai col fisco affossano i conti di De Benedetti

Gedi ha chiuso il 2017 con ricavi in crescita dell’8,2% a 633,7 milioni e un ebitda di 53,2 milioni significativamente maggiore rispetto al 2016 (43,7 milioni), anche a perimetro equivalente (46,1 milioni) . Sale anche il risultato operativo consolidato, a quota 28,7 milioni (era di 22,4 milioni l’anno scorso). A pesare sui conti sono, però, i guai col fisco. Il gruppo ha infatti dovuto pagare un vecchio conto con Agenzia delle Entrate, che ha portato in perdita il risultato netto per 123,3 milioni, a fronte di un utile di 10,4 milioni nel 2016.

martedì 21 marzo 2017

Piano taglia giornalisti e manager. E il Sole torna a splendere in Borsa

Ritorno alla redditività «sostenibile» nel 2018 a colpi di robuste sforbiciate sia ai costi operativi sia a quelli del personale. Il nuovo piano industriale del Sole 24 Ore è stato accolto con entusiasmo dal mercato,  che, dopo una serie di stop per eccesso di volatilità, ha fatto decollare il titolo in Borsa  fino a +25% (a 0,49 euro) rispetto al -0,53% del Ftse Mib.

domenica 2 ottobre 2016

Sole24Ore in rosso. Cda spaccato, Squinzi lascia

I 50 milioni di rosso sono esplosi come una bomba sul Sole24Ore. A poche ore dal concitato consiglio di amministrazione che ha certificato il buco nei conti del gruppo e dal successivo ricovero d’urgenza dell’ad Gabriele Del Torchio (che nella tarda serata di venerdì ha subito un intervento al cuore) il presidente Giorgio Squinzi e cinque consiglieri hanno presentato le proprie dimissioni. Si tratta di Carlo Pesenti, ad di Italmobiliare, Claudia Parzani, avvocato internazionale, Livia Pomodoro, ex presidente del tribunale di Milano e Mauro Chiassarini, ad di Bayer Italia, e Maria Carmela Colaiacovo.

martedì 9 luglio 2013

Della Valle trascina il Quirinale nella battaglia per il «Corriere»

«È in pericolo la libertà di opinione di un pezzo importante della stampa italiana e vedendo che sulla questione Rizzoli è già stato coinvolto da altri, anche io, e credo molti italiani, abbiamo bisogno di conoscere il Suo pensiero». Solo qualche giorno fa Diego Della Valle aveva definito la telefonata tra John Elkann e il capo dello Stato sulla scalata della Fiat ad Rcs una roba «da Istituto Luce», come quando «il Duce mieteva il grano ad agosto».

sabato 2 ottobre 2010

Il Corriere sciopera contro Internet

«Cari colleghi, questa lettera vi complicherà la vita». Sono righe esplosive, quelle spedite da Ferruccio de Bortoli alla redazione. Piene di realismo, ma anche di spine. Risultato: due giorni di buio totale. Niente giornale in edicola oggi e domani, nessun aggiornamento sul sito web. Più un pacchetto di altri cinque giorni di sciopero. Una protesta scontata, considerato l’affondo del direttore del Corriere della Sera, che parte dalle nuove tecnologie («è finita l’era del piombo») per finire ad affondare il coltello contro i “senatori” di Via Solferino, che farebbero di tutto per ostacolare il nuovo e  i nuovi. «Non è più accettabile, anzi è preoccupante», scrive de Bortoli, «il muro che è stato eretto nei confronti del coinvolgimento di giovani colleghi. Non è più accettabile una visione così gretta e corporativa». Nel denunciare la scarsa collaborazione sulle piattaforme multimediali, il direttore prende a mazzate l’intero “sistema Corriere”. Non è più accettabile, è il refrain, «che parte della redazione non lavori per il web o che si pretenda per questo una speciale remunerazione. Non è più accettabile che perduri la norma che prevede il consenso dell’interessato a ogni spostamento», ma anche «non è più accettabile, e nemmeno possibile, che l’edizione iPad non preveda il contributo di alcun giornalista professionista dell’edizione cartacea del Corriere».