giovedì 10 marzo 2011

Salgono i tassi e Tremonti rinvia i debiti

Ci risiamo. La calma apparente delle ultime settimane, con gli speculatori forse più attenti a seguire gli sviluppi della crisi libica che le vicende europee, è stata facilmente spazzata via dal fuoco incrociato di Moody’s, che ha rimesso nel mirino il governo di Atene, e, soprattutto, e della Bce, che ha ufficializzato l’intenzione di alzare il costo del denaro nel giro di due o tre mesi.

mercoledì 9 marzo 2011

Diecimila posti scottati dal solare. Il nuovo decreto sugli incentivi al fotovoltaico fa risparmiare sulle bollette, ma costerà 7 milioni al mese di ammortizzatori sociali

Sette milioni. Al mese. La cifra non è paragonabile ai 5,7 miliardi che gli italiani pagherebbero nel 2011 in bolletta in assenza di sforbiciate agli incentivi per le rinnovabili, ma fornisce un’idea abbastanza chiara di quanto la coperta sia corta. Quei sette milioni sono, infatti, i quattrini necessari (calcolati al ribasso) a pagare la cassa integrazione ai 10mila lavoratori che potrebbero trovarsi senza impiego in assenza di modifiche al decreto approvato la settimana scorsa dal Consiglio dei ministri. Se da una parte, insomma, il costo delle agevolazioni ai produttori di energia da fonti “pulite” rischia di pesare eccessivamente sui cittadini, dall’altra il taglio degli aiuti sarebbe comunque a carico dei contribuenti, che dovrebbero sostenere l’onere pubblico degli ammortizzatori sociali.

martedì 8 marzo 2011

Via agli investimenti Fiat, primo assunto a Pomigliano

La data precisa era già stata fissata e annunciata agli inizi di febbraio, ma le prime otto assunzioni avvenute ieri a Pomigliano rappresentano comunque un evento nel nuovo corso della Fiat. Il primo passo concreto verso la realizzazione del progetto Fabbrica Italia a cui è legato il destino del gruppo, quello di migliaia di lavoratori e il futuro delle relazioni industriali e sindacali. Gli otto dipendenti della newco che dovrà costruire la nuova Panda sono tre donne e cinque uomini. Tutti tecnici, che affiancheranno il neo amministratore delegato e direttore dello stabilimento Giambattista Vico, Sebastiano Garofalo. Saranno loro a coordinare le prossime assunzioni degli operai. Almeno 300 entro luglio e poi via via tutti i 5600 dipendenti della vecchia società.

lunedì 7 marzo 2011

L'Italia nicchia sulle quote di Gheddafi. "Aspettiamo l'Europa"

La prudenza, come ha detto venerdì lo stesso Silvio Berlusconi, resta ed è massima. Ma l’ipotesi di un congelamento delle quote di Gheddafi nelle società italiane diventa sempre più concreta. «L’Italia aderirà a tutti i tipi e le categorie di sanzioni decisi dall’Onu e dall’Ue», ha detto ieri Franco Frattini, comprese quelle «sulle partecipazioni azionarie».

sabato 5 marzo 2011

Le Regioni di sinistra boicottano il federalismo

Nel Consiglio dei ministri di ieri mattina, che ha varato il quarto decreto attuativo, quello sul fisco municipale, «non è stata approvata alcuna proroga» al federalismo e «il mio impegno è che dopo l'approvazione dei decreti attuativi avrei portato questa proposta. Oggi è stato dato in Consiglio dei ministri il preavviso della richiesta di proroga». Alla fine, a fare chiarezza al termine di una giornata governata dalle polemiche e i fraintendimenti, è intervenuto lo stesso Roberto Calderoli, in un’intervista che sarà pubblicata oggi sulla «Padania».  Il ministro della Semplificazione assicura che «l’obiettivo resta quello di chiudere il prossimo 20 maggio» e che uno slittamento della delega «riguarderà eventuali altri decreti che dovessero rendersi necessari».

giovedì 3 marzo 2011

Romani e Prestigiacomo trovano l'accordo sugli incentivi. Il tetto al fotovoltaico diventa flessibile

Mettere a rischio oltre 140mila posti di lavoro e mancare gli obiettivi europei o caricare sulla bolletta degli italiani 5,7 miliardi di euro? Messa così, la questione degli incentivi alle rinnovabili appare quasi insolubile. E la difficoltà di trovare la quadra è dimostrata dalle lunghe riunioni che in questi giorni, e anche in queste ore, i tecnici dei ministeri coinvolti (Sviluppo, Ambiente, Agricoltura) stanno tenendo per mettere a punto il decreto legislativo che oggi dovrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri.

mercoledì 2 marzo 2011

I ministri litigano sugli incentivi e Sorgenia si quota

«È stato un inizio pazzo», ammette Stefania Prestigiacomo. Ma ora, spiega il ministro dell’Ambiente a margine della inaugurazione del primo impianto Enel in Italia per catturare e stoccare la Co2 emessa dagli impianti che utilizzano combustibile fossile, «non possiamo davvero penalizzare» un intero settore per colpa dei furbetti. Il ministro parla da Brindisi proprio mentre a Roma, nel preconsiglio, è in corso il braccio di ferro con il collega Paolo Romani sul decreto legislativo per la rimodulazione degli aiuti alle rinnovabili che, secondo l’authority, quest’anno andrebbero a pesare sulla bolletta degli italiani per 5, 7 miliardi.

A Brindisi la prima centrale Enel a emissioni zero

L’obiettivo è quello di «arrivare ad emissioni zero in tutte le produzioni di energia da combustibile fossile». Sarebbe il classico uovo di Colombo, che spegnerebbe in un sol colpo tutte le polemiche sull’ambiente e permetterebbe all’intero pianeta, ma soprattutto all’Italia, di continuare a produrre elettricità dal carbone. La strada è lunga, ma il traguardo non è surreale. Anzi. Ieri a Brindisi, presso la centrale Federico II di Cerano, l'ad dell'Enel, Fulvio Conti, ha inaugurato il primo «impianto pilota», che, nell'ambito di un accordo con Eni, prevede trasporto e stoccaggio della co2 «catturata» in Puglia e in Emilia Romagna, presso il sito di Cortemaggiore. Si tratta del primo passo concreto verso una tecnologia che potrebbe rivoluzionare la produzione di energia. L'Europa ha sostenuto il progetto con un finanziamento di 100 milioni. Il passo successivo sarà Civitavecchia e tutte le centrali dell’Enel, fino ad arrivare alle aziende energivore, le più colpite dai vincoli europei per limitare le emissioni nocive nell’atmosfera.

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Incubo sanzioni. Le nostre aziende chiamano Tremonti

Secondo Massimo Ponzellini, presidente di Bpm e Impregilo, le banche e le società italiane che hanno soci libici nel capitale non hanno nulla da temere. D’altra parte la sua Impregilo ha molti affari in Libia, ma nessun azionista. Direttamente coinvolta in un’ipotesi di congelamento delle quote è invece Finmeccanica. I fondi libici hanno un pacchetto del 2% che potrebbe rientrare nelle sanzioni già scattate in Svizzera e Gran Bretagna sulla base della risoluzione dell’Onu. Stesso discorso per Unicredit, che è per oltre il 7% in mano alla finanza di Gheddafi.

Pronta la sforbiciata agli incentivi sulle rinnovabili

Interrompere il meccanismo degli incentivi sulle energie rinnovabili. Lo dice il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, mentre il titolare dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo assicura che non ci sarà «alcuna marcia indietro sugli impegni Ue». L’operazione sforbiciata è contenuta nel decreto legislativo (in attuazione di una direttiva Ue in materia) che sarà in discussione nel preconsiglio dei ministri di oggi, contro il quale hanno manifestato ambientalisti e aziende. Il via libera è previsto entro questa settimana. Il risultato del provvedimento, secondo le associazioni e gli imprenditori delle rinnovabili, sarebbe uno stop agli incentivi che inciderebbe anche su quegli impianti in attesa dell’allaccio alla rete con «conseguente perdita dell’investimento». I punti principali sono tre: stop agli aiuti dal gennaio 2014 oppure al raggiungimento del tetto al fotovoltaico a 8.000 megawatt; taglio retroattivo del 30% per gli incentivi per l’eolico; sistema di aste al ribasso per i nuovi impianti. «Bisogna interrompere un meccanismo», ha detto Romani, che «è costato 20 miliardi tra il 2000 e il 2010 agli italiani» in cambio del 4,5% di energia prodotta. Sulle rinnovabili l’Autorità per l’energia ha calcolato che l’impatto in bolletta nel 2011 sarà di 5,7 miliardi.

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