Usciti i buoi dalla stalla, scatta la corsa ai tagli. Governo, Parlamento e Regioni ora fanno a gara a chi sforbicia di più. L’esecutivo, ha detto il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, in commissione Affari costituzionali della Camera, «è orientato» a presentare un disegno di legge costituzionale che intervenga sulle competenze e sui controlli delle Regioni. Se non dovesse essere approvato entro la legislatura, sarebbe il punto di partenza nella prossima.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
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giovedì 27 settembre 2012
Adesso a parole tagliano tutti
sabato 10 luglio 2010
Schiaffo alla Lega: zero sconti sulle quote latte
Per il relatore Antonio Azzollini è il terzo passo falso dopo le pensioni e le tredicesime. Ma a finire a gambe all’aria, questa volta, è la Lega Nord, che aveva ispirato e voluto l’emendamento sulle quote latte. Lo stop, secco ed inequivocabile, è arrivato via fax al dipartimento per i Rapporti col Parlamento e, per conoscenza, al Tesoro e all’Agricoltura. La presidenza del Consiglio «esprime parere contrario all’ulteriore corso» della proposta di modifica alla manovra che prevede lo slittamento del pagamento delle multe alla Ue sulle quote latte fino al 31 dicembre 2010. Ad uscire vittorioso dalla vicenda è il neoministro dell’Agricoltura, Giancarlo Galan, in forte polemica, su questo tema, con il suo predecessore del Carroccio, Luca Zaia.
L’attuale governatore del Veneto era infatti intervenuto più volte, anche in sede europea, per difendere i Cobas del latte, che rappresentano poche centinaia di allevatori su un totale di 40mila attivi in Italia. E lo stesso Umberto Bossi aveva promesso a Pontida che non li avrebbe abbandonati.
Sulla strada del Carroccio si è però posto con forza Galan, che non solo ha minacciato le dimissioni in caso di mancato ritiro dell’emendamento ma ieri ha anche sparato direttamente su Zaia sostenendo che la sua legge-sanatoria è servita a difendere solo 67 allevatori.
Per il resto, in attesa dell’incontro di oggi tra le Regioni e Silvio Berlusconi, ieri la commissione Bilancio ha dato il via libera al nuovo pacchetto fiscale per le imprese, alla rimodulazione dei tagli ai magistrati, alla correzione sui certificati verdi e all’anticipo della libertà d’impresa.
Una novità di rilievo è invece arrivata sulla copertura sia del fondo perequativo da 160 milioni per le forze armate e la polizia sia per i 50 milioni strappati in zona Cesarini da Gianni Alemanno per la Capitale. Entrambe le voci di spesa saranno finanziate con il maggiore gettito proveniente dalla stangata sulle assicurazioni.
Malgrado la secca opposizione dell’Ania, con il presidente Fabio Cerchiai, che ieri ha definito il nuovo balzello «assurdo e incoerente», la commissione Bilancio ha infatti dato il via libera al provvedimento che determina un incremento di tassazione di circa 234 milioni l’anno, con il primo pagamento già a novembre in occasione del secondo acconto Ires per il 2010.
© Libero
L’attuale governatore del Veneto era infatti intervenuto più volte, anche in sede europea, per difendere i Cobas del latte, che rappresentano poche centinaia di allevatori su un totale di 40mila attivi in Italia. E lo stesso Umberto Bossi aveva promesso a Pontida che non li avrebbe abbandonati.
Sulla strada del Carroccio si è però posto con forza Galan, che non solo ha minacciato le dimissioni in caso di mancato ritiro dell’emendamento ma ieri ha anche sparato direttamente su Zaia sostenendo che la sua legge-sanatoria è servita a difendere solo 67 allevatori.
Per il resto, in attesa dell’incontro di oggi tra le Regioni e Silvio Berlusconi, ieri la commissione Bilancio ha dato il via libera al nuovo pacchetto fiscale per le imprese, alla rimodulazione dei tagli ai magistrati, alla correzione sui certificati verdi e all’anticipo della libertà d’impresa.
Una novità di rilievo è invece arrivata sulla copertura sia del fondo perequativo da 160 milioni per le forze armate e la polizia sia per i 50 milioni strappati in zona Cesarini da Gianni Alemanno per la Capitale. Entrambe le voci di spesa saranno finanziate con il maggiore gettito proveniente dalla stangata sulle assicurazioni.
Malgrado la secca opposizione dell’Ania, con il presidente Fabio Cerchiai, che ieri ha definito il nuovo balzello «assurdo e incoerente», la commissione Bilancio ha infatti dato il via libera al provvedimento che determina un incremento di tassazione di circa 234 milioni l’anno, con il primo pagamento già a novembre in occasione del secondo acconto Ires per il 2010.
© Libero
mercoledì 30 giugno 2010
Bossi con Berlusconi: manovra meno dura
Dopo il balletto di Silvio Berlusconi, anche Umberto Bossi vuole dire la sua sulla manovra. E anche lui, salvo successive smentite, assicura che sui tagli si può ragionare. Del resto non è un segreto che la secca opposizione dei neo-governatori del Carroccio (Zaia in testa) alla stretta sulle Regioni stia mettendo a dura prova l’asse Lega-Tremonti.
Per trovare la quadra, tanto per usare un termine caro al Senatur, Bossi ha deciso di scendere in campo in prima persona. «Vedrò di convincere il ministro», dice. Perché, continua riferendosi ad eventuali modifiche alla manovra, «lo spazio c’è».
Qualche spiraglio è arrivato ieri dalla commissione Bilancio, al lavoro in seduta notturna sul pacchetto di emendamenti del relatore Antonio Azzollini. Tra le proposte di modifica c’è ne infatti una relativa al Patto di stabilità interno. Per avere tutti i dettagli bisognerà aspettare le relazioni tecniche che arriveranno solo oggi. Il testo comunque prevede che, mantenendo invariata l’entità dei tagli, sia lasciata la possibilità agli enti locali di modularli a piacere. In particolare, le sforbiciate saranno ripartite «secondo criteri e modalità stabiliti in sede di conferenza Stato-Regioni e di conferenza Stato-Città» entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge. Non è proprio quello che chiedono le amministrazioni locali, ma è probabilmente il massimo che per ora è disposto a concedere Giulio Tremonti.
In tutto Azzollini ha presentato 11 emendamenti, ma si riserva di integrare il pacchetto oggi con altre due o tre proposte. Tra i temi caldi che saranno oggetto di modifiche ci sono l’innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego dal 2012 e la soglia d’invalidità per beneficiare dell’assegno, che sarà portata all’85%, ma solo per le patologie meno gravi. Del pacchetto faranno parte anche novità per rendere meno pesante l’impatto della manovra sul comparto sicurezza. Sulla scuola, ha spiegato Azzollini, «siamo al lavoro», ma il meccanismo per alleviare i docenti dal blocco degli stipendi dovrebbe consistere in una compensazione attraverso la destinazione ai docenti del 30% dei risparmi che in base alla manovra triennale del 2008 erano destinati al comparto scuola.
Nessuna modifica riguarda lo scaglionamento delle liquidazioni nel pubblico impiego e il blocco degli stipendi. Non sono per ora arrivate indicazioni neanche sui certificati verdi, ma quasi certamente ci saranno ampie modifiche all’articolo 45 della manovra e non, come da più parti auspicato, la soppressione della norma che abolisce l’obbligo per il Gse di riacquistare i certificati in eccesso sul mercato. Una misura che, se non modificata, scardinerebbe il meccanismo degli incentivi alle fonti rinnovabili.
Si allontana invece per le imprese l’ipotesi di una proroga di sei mesi della Tremonti-ter, in scadenza oggi. La detassazione degli utili reinvestiti per l’acquisto di nuovi macchinari non dovrebbe far parte del pacchetto del relatore. Per quanto riguarda l’Abruzzo, c’è la proroga al 20 dicembre 2010 della sospensione degli adempimenti tributari (imprenditori o autonomi) con volume d’affari non superiore a 200mila euro. La disposizione non si applica a banche e assicurazioni. La misura sarà finanziata con una serie di rincari sui tabacchi. Qualche limatura, infine, alle norme fiscali. Gli accertamenti, che la manovra stabiliva fossero di immediata eseguibilità, diventeranno esecutivi in due mesi.
Intanto ieri il Senato ha dato il via libera alla conversione in legge del decreto di riforma delle Fondazioni lirico-sinfoniche voluto da Sandro Bondi.
© Libero
Per trovare la quadra, tanto per usare un termine caro al Senatur, Bossi ha deciso di scendere in campo in prima persona. «Vedrò di convincere il ministro», dice. Perché, continua riferendosi ad eventuali modifiche alla manovra, «lo spazio c’è».
Qualche spiraglio è arrivato ieri dalla commissione Bilancio, al lavoro in seduta notturna sul pacchetto di emendamenti del relatore Antonio Azzollini. Tra le proposte di modifica c’è ne infatti una relativa al Patto di stabilità interno. Per avere tutti i dettagli bisognerà aspettare le relazioni tecniche che arriveranno solo oggi. Il testo comunque prevede che, mantenendo invariata l’entità dei tagli, sia lasciata la possibilità agli enti locali di modularli a piacere. In particolare, le sforbiciate saranno ripartite «secondo criteri e modalità stabiliti in sede di conferenza Stato-Regioni e di conferenza Stato-Città» entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge. Non è proprio quello che chiedono le amministrazioni locali, ma è probabilmente il massimo che per ora è disposto a concedere Giulio Tremonti.
In tutto Azzollini ha presentato 11 emendamenti, ma si riserva di integrare il pacchetto oggi con altre due o tre proposte. Tra i temi caldi che saranno oggetto di modifiche ci sono l’innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego dal 2012 e la soglia d’invalidità per beneficiare dell’assegno, che sarà portata all’85%, ma solo per le patologie meno gravi. Del pacchetto faranno parte anche novità per rendere meno pesante l’impatto della manovra sul comparto sicurezza. Sulla scuola, ha spiegato Azzollini, «siamo al lavoro», ma il meccanismo per alleviare i docenti dal blocco degli stipendi dovrebbe consistere in una compensazione attraverso la destinazione ai docenti del 30% dei risparmi che in base alla manovra triennale del 2008 erano destinati al comparto scuola.
Nessuna modifica riguarda lo scaglionamento delle liquidazioni nel pubblico impiego e il blocco degli stipendi. Non sono per ora arrivate indicazioni neanche sui certificati verdi, ma quasi certamente ci saranno ampie modifiche all’articolo 45 della manovra e non, come da più parti auspicato, la soppressione della norma che abolisce l’obbligo per il Gse di riacquistare i certificati in eccesso sul mercato. Una misura che, se non modificata, scardinerebbe il meccanismo degli incentivi alle fonti rinnovabili.
Si allontana invece per le imprese l’ipotesi di una proroga di sei mesi della Tremonti-ter, in scadenza oggi. La detassazione degli utili reinvestiti per l’acquisto di nuovi macchinari non dovrebbe far parte del pacchetto del relatore. Per quanto riguarda l’Abruzzo, c’è la proroga al 20 dicembre 2010 della sospensione degli adempimenti tributari (imprenditori o autonomi) con volume d’affari non superiore a 200mila euro. La disposizione non si applica a banche e assicurazioni. La misura sarà finanziata con una serie di rincari sui tabacchi. Qualche limatura, infine, alle norme fiscali. Gli accertamenti, che la manovra stabiliva fossero di immediata eseguibilità, diventeranno esecutivi in due mesi.
Intanto ieri il Senato ha dato il via libera alla conversione in legge del decreto di riforma delle Fondazioni lirico-sinfoniche voluto da Sandro Bondi.
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