mercoledì 12 ottobre 2011

Il Pdl accelera sul condono e attacca Giulio «Savonarola»

Si arroventano le polemiche sul condono. Malgrado la smentita ufficiale di Palazzo Chigi e quella a mezzo stampa di Giulio Tremonti della scorsa settimana, l’ipotesi di infilare una sanatoria nel decreto sviluppo o in un provvedimento collegato alla legge di stabilità continua a far discutere non tanto le opposizioni, che in questi giorni stanno sfoderando tutto l’armamentario “indignatorio” in loro possesso, quanto la maggioranza. Dal Tesoro è arrivato l’ennesimo no per bocca del sottosegretario Luigi Casero, secondo il quale anche Bruxelles impedirebbe passi in questo senso poiché metterebbe in discussione gli importi di lotta all’evasione inseriti in manovra.

lunedì 10 ottobre 2011

Magia delle banche: i tassi scendono, i mutui salgono

I tassi scendono, i mutui salgono. Può sembrare un paradosso, ma è questo il senso dell’ennesima stangata che si è abbattuta negli ultimi mesi sulle tasche degli italiani per colpa della crisi dei debiti sovrani (con lo zampino delle banche). I numeri parlano chiaro. Il calcolo complessivo lo ha fatto Bankitalia qualche settimana fa: ad agosto il tasso di interesse medio sui prestiti è arrivato a quota 3,70%. A luglio era il 3,51%, mentre ad agosto del 2010 si attestava al 2,86%. Si tratta dell’incremento maggiore dal novembre del 2010 e del record degli ultimi mesi.

Grande fratello fiscale. Tremonti inventa la scusa per spiare i nostri conti

C’era una volta un professore di diritto tributario che credeva nella curva di Laffer (meno tasse, più gettito) e che considerava il «condono non una bella cosa, ma con una sua logica, quando l’evasione si è stratificata a causa soprattutto delle aliquote troppo elevate» (Ansa del 31-1-2003). C’è oggi un ministro che definisce il condono «una minaccia all’afflusso di nuove entrate» fiscali e che annuncia con orgoglio «il superamento del segreto bancario non per completare l’accertamento, ma per partire da qui, invertendo il processo, per vedere se i dati bancari da cui si parte coincidono a valle con le dichiarazioni presentate». Difficile trovare collegamenti tra i due, se non fosse che all’anagrafe di Sondrio risultano registrati entrambi con il nome di Giulio Tremonti.

sabato 8 ottobre 2011

Pdl in ordine sparso sul condono

Silvio Berlusconi giura che il decreto sviluppo arriverà entro metà ottobre. Palazzo Chigi assicura che non ci sarà alcun condono. Parole che difficilmente possono mettere fine al balletto di dichiarazioni sui contenuti e sui tempi che ormai ogni giorno riempiono le pagine dei giornali e i lanci delle agenzie di stampa.

La Marcegaglia ha paura dell’esodo

Da una parte il disappunto, dall’altra il rispetto. L’analisi del clamoroso strappo della Fiat è arrivata, a bocce ferme, in una lettera inviata giovedì a tutti i presidenti del sistema confindustriale che somiglia molto ad un tentativo di serrare i ranghi. Nella missiva Emma Marcegaglia si sofferma sulle implicazioni e sul significato dell’addio del Lingotto, a partire dalla questione dei contratti. «Va rispettata sempre», scrive la presidente di Viale dell’Astronomia, «la scelta di ogni singola impresa di aderire o meno al nostro sistema di rappresentanza. Confindustria è e deve assolutamente rimanere una associazione volontaria di liberi imprenditori».

venerdì 7 ottobre 2011

Addio banda larga. Le big delle tlc archiviano il tavolo Romani e spingono 3 fuori dal mercato


Nancy Kroes si è sgolata anche ieri da Bruxelles per chiedere un’accelerazione sulla rete di nuova generazione attraverso la progressiva riduzione dei prezzi di accesso alla rete in rame e la previsione di progetti di switch-off che garantirebbero un cospiscuo ritorno degli investimenti. Ma proprio mentre il commissario Ue per l’Agenda digitale parlava, da Capri, nel corso di una kermesse organizzata da Between, i principali operatori telefonici italiani piazzavano una bella pietra tombale sulla Ngn (next generation network), archiviando senza troppi problemi tutto il percorso fatto prima dell’estate con il tavolo Romani e bocciando l’ipotesi di far confluire le risorse dell’asta delle frequenze (circa 800 milioni) alla cosiddetta società della rete.

Governo a caccia di soldi. Spuntano condono e patrimoniale (e slitta ancora il decreto sviluppo)

Doveva essere la risposta immediata ai mercati. Un mesetto fa. La nuova, ennesima, scadenza fissata per il decreto sviluppo è il 20 ottobre. Partito dal tavolo di Tremonti, transitato per quello allargato Tremonti-Letta e per quello plenario Pdl-governo, il provvedimento è finito adesso sulla scrivania di Paolo Romani. Sarà lui, non a caso ministro dello Sviluppo, a fare la sintesi delle proposte che arriveranno da ministri e gruppi parlamentari di maggioranza sulle misure per rilanciare l’economia, far ripartire i consumi, sbloccare le infrastrutture e le grandi opere, abbattere il debito e chi più ne ha più ne metta.


giovedì 6 ottobre 2011

I furbetti del quattrino. Della Valle spara sulla politica, ma si becca i soldi pubblici per i suoi treni veloci


Chissà se Nicola Zingaretti fa parte di quelle «persone incompetenti e non preparate» che stanno offrendo uno «spettacolo indecente» con cui Diego Della Valle se l’è presa qualche giorno fa nella sua durissima reprimenda comparsa sulle pagine dei principali  quotidiani. Se così fosse, il patron della Tod’s, neo paladino dell’anti-casta, peccherebbe quantomeno di ingratudine. E anche grazie a lui, infatti, che i 6-700 dipendenti, che di qui al 2012 dovrebbero formare l’organico della Nuovo Trasporto Viaggiatori, apprenderanno le necessarie competenze professionali.

mercoledì 5 ottobre 2011

Marchionne fa scuola: se ne va anche la Pigna


I contorni della vicenda rischiano di sembrare un po’ surreali. Le Cartiere Pigna decidono di uscire da Confindustria in polemica con la gestione troppo politica di Emma Marcegaglia. A sua volta l’azienda viene accusata da Confindustria di aver agito sulla base di una logica politica visto che il presidente e ad, Giorgio Jannone, è anche presidente della commissione bicamerale di Controllo sugli enti previdenziali, con la tessera del PdL in tasca.

martedì 4 ottobre 2011

Che statista la Marcegaglia. Ora vuole la patrimoniale


Liberalizzazioni, privatizzazioni, tagli alla spesa, sgravi fiscali, pensioni. Nel pacchetto di proposte presentato ieri dalle imprese c’è molta Europa e buon senso. Ma anche tanta sinistra, a partire dalla solita patrimoniale e da una stretta sui pagamenti in contanti che ci riporta alla Visco-Bersani del 2006. È questo il randello che la santa alleanza formata da Confindustria, Abi, Ania, Cooperative e Rete Imprese ha deciso di brandire contro il governo, sostenendo che «il tempo è scaduto», che ora è il momento del «coraggio» e che, in assenza di risposte immediate, i tavoli di confronto di Palazzo Chigi sui provvedimenti economici resteranno senza interlocutori. Di sicuro, senza la delegazione guidata da Emma Marcegaglia, che ha usato le parole più dure, spiegando di aver ricevuto il mandato dalla giunta di affondare il coltello senza esitazioni.