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sabato 24 febbraio 2018

La ricchezza italiana media è superiore alla loro. Ecco perché i tedeschi ci detestano

Quattromila e seicento miliardi di euro in immobili residenziali e tremila e duecento miliardi in depositi bancari, azioni, polizze e investimenti. È in queste due cifre che fotografano la ricchezza degli italiani, più che in raffinate analisi di politica economica e tributaria, che si nasconde il motivo dell’ossessiva insistenza con cui l’Europa germanocentrica ci chiede di tartassare la proprietà. Ci sono fior di studi che sostengono la maggiore efficacia ed equità dei sistemi fiscali che spostano il peso della tassazione dalle persone alle cose. Complicate equazioni che dimostrano la superiorità del balzello sul patrimonio rispetto a quello sul reddito. Ma quello che pensano a Berlino ha poco a che fare con le disquisizioni accademiche.
Qualche mese fa il rigoroso e impeccabile capo della Bundesbank, Jens Weidmann, tra una domanda e l’altra della nostra Lucia Annunziata si è lasciato sfuggire una riflessione che la dice lunga sul substrato scientifico in cui è maturata la profonda convinzione che l’Italia per sistemare i suoi conti pubblici debba al più presto tassare con più decisione la casa. «Sa», ha detto l’economista rivolto alla giornalista, «che è stata fatta una ricerca tra i paesi dell’area euro, nella quale si evidenzia che le famiglie italiane hanno più patrimonio delle famiglie tedesche? Non penso però che qualcuno auspichi un trasferimento di patrimoni dall’Italia alla Germania…».