È partita in ritardo e male la liberalizzazione dei servizi postali. Ieri sul decreto varato dal governo il 22 dicembre, otto giorni prima della scadenza fissata dall’Unione europea al gennaio 2011, è arrivata una pioggia di critiche dai presidenti di Antitrust e Agcom, ascoltati dalla commissione Trasporti della Camera. E oggi sarà il turno di Tnt Post, il principale operatore privato italiano, che anticipa a Libero la «totale insoddisfazione» per il provvedimento messo a punto dal ministero dello Sviluppo che non è «in linea con l’Europa» e non «rende il mercato italiano aggredibile dai competitori privati delle Poste».
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
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mercoledì 26 gennaio 2011
Poste liberalizzate col trucco. Antitrust e Agcom bocciano il decreto
giovedì 11 novembre 2010
«Senza la liberalizzazione Tnt Post lascerà l’Italia»
«Lo abbiamo fatto in Austria, se saremo costretti lo faremo anche in Italia». Luca Palermo è convinto che il nostro Paese sia un mercato strategico dove il gruppo ha investito e vuole continuare a investire. Ma se la liberalizzazione dei servizi postali che dovrebbe partire il primo gennaio si rivelerà un bluff, il colosso olandese delle spedizioni è anche pronto a fare le valigie. Servono garanzie e, soprattutto, regole.
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