Niente referendum, psicodrammi nazionali, barricate ideologiche. Nel Paese dove nel 2005 il potentissimo sindacato Ig Metall accettò di aumentare l’orario di lavoro a parità di salario per traghettare la Volkswagen fuori dalla crisi, delocalizzare non è un crimine. Ci sta pensando la Porche, che per realizzare l’obiettivo di vendita di circa 200mila vetture l’anno potrebbe spostare parte della produzione in Cina.