L’occasione per dare una bella sforbiciata alla spesa pubblica potrebbe essere ghiotta: nei prossimi quattro anni andranno in pensione nella Pubblica amministrazione circa 500mila persone su un totale di poco più di 3 milioni di organico. Il che significa che, attraverso una razionalizzazione degli uffici, l’informatizzazione delle pratiche e un po’ di impegno sul fronte dei controlli, sarebbe possibile risparmiare diverse decine di miliardi. Se è vero, ad esempio, come ha certificato la Cgia qualche mese fa, che le assenze per motivi di salute nel pubblico impiego nel 2015 hanno interessato il 57% degli occupati rispetto al 38% dei privati e che le assenze di un giorno rappresentano per gli statali il 25,7% del totale rispetto al 12,5% degli altri dipendenti, appare chiaro che i margini per un incremento della produttività a parità di risorse ci sono.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
martedì 19 settembre 2017
Arriva il maxiconcorso da 17 miliardi
sabato 16 settembre 2017
Bancomat, il governo taglia le commissioni già diminuite
A due anni di distanza dalla direttiva europea (2015/2366), il Consiglio dei ministri ha dato il primo via libera allo schema di decreto legislativo che recepisce la normativa comunitaria sulle commissioni interbancarie per le operazioni di pagamento basate su carta. Si tratta, in estrema sintesi, dei costi che le banche si pagano fra loro per effettuare le transazioni elettroniche di denaro. Oneri che vengono scaricati in prima istanza sugli esercizi commerciali, ma anche sugli utenti finali, sia incorporandole nel prezzo di vendita dei prodotti o dei servizi sia spalmandole sul canone della carta di credito.
mercoledì 13 settembre 2017
Cala la disoccupazione, tutto merito delle donne
Il premier Paolo Gentiloni scrive giustamente su Twitter che la «tendenza è molto incoraggiante», ma che c’è «ancora molto lavoro da fare». In effetti, anche la notizia in apparenza più positiva, ovvero il tasso di occupazione delle donne salito al 49,1% (+0,6% in un anno), mai così alto dall’inizio delle serie storiche nel 1977, è accompagnata dall’amara considerazione dell’Istat secondo cui «la situazione occupazionale femminile nel nostro Paese è tra le peggiori della Ue». Nella media 2016 l’Italia è, infatti, «penultima», con un divario di 13,2 punti. Peggio di noi solo la Grecia. Anche la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, intervenuta alla presentazione del manifesto Valore D per la valorizzazione del talento femminile, firmato da oltre 100 aziende, ha ammesso che la strada per un tasso di occupazione «rosa» al 75% come obiettivo per il 2020 è ancora lunga.
martedì 12 settembre 2017
Produzione industriale su. E il Financial Times tifa Italia
Non si ferma la ripresa della produzione industriale in Italia. Nonostante le attese degli analisti fossero per una frenata dopo l'aumento dell’1,1% rilevato a giugno, anche a luglio è arrivato un incremento dello 0,1%. La crescita è praticamente continua da agosto 2016, a parte la battuta d’arresto dello scorso gennaio. Un passo falso che non ha, però, intaccato il robusto aumento registrato a luglio su base annua, che è del 4,4%.
C'è la prova: che flop gli 80 euro
Il bonus di 80 euro ha avuto un «significativo impatto macroeconomico». E’ bastata questa frase, estrapolata da un paper comparso ieri sul sito della Bce, per scatenare gli immediati festeggiamenti della claque renziana. Altro che spot elettorale, hanno gridato in coro i parlamentari piddini, a cui si sono uniti i due ministri Carlo De Vincenti e Maurizio Martina, «l’aiuto è stato strutturale e redistributivo». E in serata è arrivato anche il commento dell’ex premier: «Non c'era bisogno che lo dicesse la Bce che gli 80 euro erano una misura giusta».
domenica 10 settembre 2017
Tavaroli: "Nel web tutto ha un prezzo"
Politica, business, ideologia. Nel nebuloso mondo degli hacker tutto si mescola e si confonde. Ma «niente si butta, un po’ come nel maiale», scherza Giuliano Tavaroli, ex brigadiere all’Anticrimine di Milano, ex responsabile della sicurezza in Pirelli e Telecom e superesperto di intelligence.
venerdì 8 settembre 2017
Sconto in vista per l'Ape social
Sconto sull’Ape social per le donne e rivalutazione piena delle pensioni dal 2019. Sono questi i due «doni» messi sul tavolo da Giuliano Poletti nell’incontro di ieri coi sindacati. La proposta del ministro del Lavoro sull’anticipo pensionistico è di ridurre i requisiti contributivi di sei mesi per figlio, con un tetto massimo di due anni. La modifica sarebbe giustificata dall’attuale disparità di domande presentate dalle donne, sensibilmente inferiore a quelle degli uomini proprio a causa di un minore bagaglio contributivo. Attraverso lo sconto, il governo conta di portare le richieste dall’attuale 29% al 40%. Il che significa, ha spiegato la leader della Cgil, Susanna Camusso, che l’allargamento della platea dovrebbe portare in dote circa 4mila domande in più rispetto alle 11mila presentate finora.
martedì 5 settembre 2017
Ecco il piano del governo: le nostre case ai profughi
Espropriare le case vuote dei privati per regalarle ai bisognosi. È questa l’ultima trovata del governo per combattere il fenomeno delle occupazioni abusive. Dopo il turbolento sgombero dell’edificio in Via Curtatone, a Roma, il Viminale è sceso in campo con una circolare operativa spedita ai prefetti per «prevenire la nascita e il consolidamento di situazioni di illegalità» e tutelare prioritariamente «i soggetti portatori di fragilità» e «i nuclei familiari in situazioni di disagio economico e sociale».
sabato 2 settembre 2017
Mazzoncini insiste sul trasporto locale: possiamo risparmiare 12 miliardi
Fusione con Anas, quotazione, ma soprattutto trasporto pubblico locale. Archiviate le nozze con il gestore della rete stradale, che si celebreranno «sicuramente entro la fine dell’anno», e chiuso il lavoro preparatorio per la quotazione delle Frecce («noi siamo pronti, ma serve una decisione politica»), Renato Mazzoncini punta dritto sulla mobilità urbana.
Telecom, Unicredit e Generali. Il futuro dell'Italia parla francese
Qualcuno aveva addirittura ipotizzato un vertice a quattro, un incontro riservato e confidenziale, tutto parlato rigorosamente in francese, lingua madre dei potenti convitati. Alla fine, però, si è deciso che un summit d’Oltralpe, con il ministro dell’Economia di Parigi e i tre manager che guidano tre dei principali gruppi italiani (con oltre 80 miliardi di capitalizzazione), nella cornice di Cernobbio poteva essere malvisto, soprattutto con le numerose e delicate partite aperte tra i due Paesi.
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