venerdì 13 settembre 2013

La Bce non si fida del governo: manovra in vista

L’Italia rischia di non raggiungere gli obiettivi fissati per il 2013. E non siamo noi di Libero, che mercoledì abbiamo paventato la nefasta ipotesi, a dirlo. Dopo l’euforia scaturita dalle ottimistiche previsioni di Confindustria, che ha annunciato senza troppe esitazioni la fine della crisi, ha riportare tutti con i piedi per terra ci ha pensato Mario Draghi, che dopo gli aiutini forniti sottobanco all’Italia per sgonfiare la tensione sullo spread non è davvero sospettabile di manovre a nostro danno.

mercoledì 11 settembre 2013

I «giudici» europei bocciano la Tobin tax

Nella versione italiana non esiste in nessun altro Paese al mondo. E in quella europea potrebbe presto scomparire, considerato che gli esperti giuridici di Bruxelles hanno scoperto che è «illegale».
La storia della Tobin tax si sta trasformando nell’ennesima beffa a carico dei contribuenti italiani. Sull’onda di un’euforia antimercatista ben undici Paesi europei lo scorso inverno avevano preso l’impegno di accogliere la proposta della Commissione Ue e di introdurre la tassazione sulle transazioni finanziarie chiamata con il nome del suo ideatore, il Nobel per l’economia James Tobin.


Allarme Istat: prodotto interno -1,8%. E l'Iva sarà un autogol da 300 milioni

Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, se la prende con l’instabilità politica, che potrebbe azzoppare la ripresa. Dove sia la ripresa, però, è ancora difficile dirlo, con l’Istat che ha certificato ieri l’ottavo trimestre consecutivo di recessione. Anzi, la sensazione è che le cose stiano andando peggio del previsto. E che dietro i continui annunci sulla fine del tunnel arrivati in questi giorni da diversi esponenti del governo, a partire dal premier Enrico Letta, ci sia una precisa strategia legata anche al destino di Silvio Berlusconi.

domenica 8 settembre 2013

Il governo ricatta Silvio

L’Iva, l’Imu, lo spread, il surriscaldamento globale, l’invasione delle cavallette. Enrico Letta e Fabrizio Saccomanni sono ottimisti. «Sono fiducioso e determinato ad andare avanti», dice il primo. «Le probabilità di una crisi diminuiscono giorno per giorno», dice il secondo. Se, però, qualcosa dovesse andare storto, allora aspettiamoci catastrofi e cataclismi.
Come ormai è prassi quotidiana, in vista dell’appuntamento di domani al Senato quando la giunta delle elezioni e delle immunità dovrà decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi, anche ieri gli esponenti del governo hanno passato la giornata ad elencare le sventure che arriverebbero da una eventuale caduta.

Nel Pdl tutti a dire "non tradiremo"

C’è chi, come il senatore Antonio Milo, parla di «caccia alle streghe» e denuncia i «fantomatici elenchi senza fondamento» comparsi sulla stampa. Sta di fatto che la mappatura del Pdl a Palazzo Madama realizzata ieri da Libero ha immediatamente, e inopinatamente, scatenato tra i senatori indicati come meno vicini al Cavaliere una raffica di autodichiarazioni di fedeltà. E E sono molti anche i big che hanno ritenuto di dover scendere in campo per smentire qualsiasi tipo di tentazione ribaltonistica nella truppa berlusconiana di Palazzo Madama.

sabato 7 settembre 2013

Letta parla, Saccomanni lo smentisce

A sentire Enrico Letta al summit di San Pietroburgo tra le 20 economie più grandi del pianeta non si sarebbe fatto altro che elogiare il grande lavoro fatto dall’Italia per uscire dalla crisi. «Negli altri G20», ha spiegato il premier, ci avevano dato i compiti a casa perché eravamo stati malandrini», ma ora «non ci prendiamo più bacchettate sulle dita, i compiti a casa li abbiamo fatti e ora c'è bisogno di vedere la terra promessa». E proseguendo sulla metafora scolastica Letta ha poi detto che «questo è stato il primo vertice del G20 senza l’Italia tra i sorvegliati speciali: abbiamo giocato a tutto campo senza stare dietro la lavagna». Non solo, il nostro Paese avrebbe anche ottenuto riconoscimenti ufficiali nel comunicato finale del vertice. Insomma, un successo pieno e completo.

Il ricatto dei banchieri: Letta o trattamento-Grecia

Gli imprenditori non hanno dubbi. Tra l’avvio di una crisi internazionale dagli esiti imprevedibili con il lancio dei missili su Damasco e la caduta del nostro governo l’evento sicuramente più spaventoso e catastrofico è quest’ultimo. Dopo il terreno insidioso del G20, dove le autocelebrazioni del premier si sono dovute confrontare con la diffidenza dei «grandi» che vogliono ancora tenere sott’occhio il nostro Paese, domani Enrico Letta dovrebbe trovare a Cernobbio una platea tutta schierata al suo fianco.

venerdì 6 settembre 2013

Per tenersi il posto Saccomanni dà numeri a caso

Da un ex direttore generale di Bankitalia tutto ci si poteva aspettare tranne che smentisse le previsioni elaborate dai suoi colleghi economisti dell’Ocse. Ma l’imperativo, adesso, è proteggere il governo dalle fibrillazioni della maggioranza. E l’uscita imminente dal tunnel della crisi è uno scudo a cui Fabrizio Saccomanni non vuole rinunciare. Così, malgrado le fosche previsioni dell’organismo internazionale, che solo un paio di giorni fa hanno certificato le difficoltà dell’Italia, il ministro dell’Economia ha voluto annunciare il bel tempo. «Il processo di ripresa è in corso», ha spiegato dall’autorevole palcoscenico del G20 in Russia. Aggiungendo che «stiamo uscendo dalla fase di recessione».

Slot machine, Pdl e Pd votano contro. L'esecutivo finisce sotto al Senato

Un buco potenziale da 6 miliardi per i conti pubblici. Un sottosegretario all’Economia che rimette le deleghe. Il Pd che esulta per lo sgambetto al suo esecutivo. Confindustria che si dice sconcertata. È questo, in sintesi, il bilancio del pasticcio andato in scena ieri al Senato con lo scivolone del governo su una mozione presentata dalla Lega che prevede lo stop per un anno all’apertura di nuove sale per i giochi d’azzardo elettronici, on line e nei luoghi pubblici.

domenica 1 settembre 2013

Per tagliare l'Imu alzano le tasse sulla benzina

La stangata è servita. Alla fine, tra sviste, smentite e riscritture, l’aumento di tasse è puntualmente arrivato anche questa volta. E non si tratta di bruscolini, perché tra clausole di salvaguardia e risorse per gli esodati da qui al 2016 nel decreto Imu pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale ballano circa 3 miliardi di euro che potrebbero essere tranquillamente sfilati dalle nostre tasche.